Col Santino

Su questo colle nel 1961 furono avviati importanti scavi archeologici per conto dell'Istituto di Storia e Protostoria dell'Università di Monaco di Baviera che accertarono la presenza umana fin dalla preistoria e l'esistenza di un castello longobardo menzionato già nel 612, anno della terribile invasione degli Àvari. Si ricercavano in questo sito i resti  dell'antica e misteriosa Ibligine (il castello di Ibligo). 
Ne parlò Paolo Diacono nella sua Historia Longobardorum ma non fornì indicazioni precise sulla sua posizione. 
Diacono considerava Ibligine, per la sua posizione inaccessibile e di facile difesa,  uno fra i castelli della rete difensiva Longobarda. E dai Longobardi fu infatti utilizzato quale baluardo nella disastrosa calata degli Àvari fra il 610 e il 612 e fino all'ultima invasione, quella degli Slavi del 914. Gli scavi degli archeologi  furono ricoperti (mura di difesa, cisterne, torrioni, abitazioni del castello di Ibligine e piccoli reperti come fibule e monete, cocci e frammenti di vetro). 

Dopo il Mille, il luogo continuò ad essere utilizzato con funzioni difensive: un castello appartenente allo schema difensivo della Valle del Tagliamento, è documentato già dal 1219. Pur avendone il patriarca Nicolò di Lussemburgo nel 1353 ordinato lo smantellamento, la roccaforte di Invillino continuò ad esistere almeno per un altro secolo.

Sappiamo che il castello è stato infeudato prima ai Caporiacco, poi ai Liuncis, che lo persero allorché fu decapitato Ermanno, in seguito ai Prampero e, dal 1441, ai della Torre.

Collocazione geografica

Come arrivare

Giovedì, 26 Gennaio 2017 - Ultima modifica: Lunedì, 27 Marzo 2017